La "Santa dei casi impossibili"
DAL 4 FEBBRAIO AL 13 MAGGIO 2027
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Domenica 13 settembre 2026 – XXIV Domenica del Tempo Ordinario

NON ODIARE... DIMENTICA GLI ERRORI ALTRUI!

 


«Se tuo fratello commetterà una colpa...». Gesù colloca la correzione fraterna nel cuore della vita comunitaria. Essa non nasce dal bisogno di avere ragione, ma dalla responsabilità per l'altro, per non lasciarlo solo nel suo errore. Prima ancora del peccato, viene la relazione. Il percorso indicato da Gesù è graduale e delicato: dal faccia a faccia, dove la parola può ancora salvare senza umiliare, al coinvolgimento della comunità, non per schiacciare ma sempre per sostenere e guadagnare il fratello. Il linguaggio è sorprendente: il fratello è un bene prezioso, che non si può rischiare di perdere, e la correzione è un atto di custodia. Ognuno deve sentire la responsabilità di essere come sentinella per il fratello (I Lettura) per vegliare su di lui come un angelo o un compagno di vita. Chi tace per paura o quieto vivere può cadere nella mancanza di amore, chi, invece, interviene è perché non si rassegna alla perdita del fratello e sa che anche la parola più scomoda può trasformarsi in luogo di salvezza perché «la carità non fa alcun male al prossimo» (II Lettura) in quanto diventa verità senza durezza, coraggio senza violenza, fedeltà anche quando costa.

Settimana Liturgica 14-19 settembre 2026

 

14 Lunedì ** ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE. Non dimenticate le opere del Signore! Contempliamo Gesù sulla Croce, trono scomodo che rivela il suo amore per l'umanità e ci attrae a sé. S. Gabriele T. Dufresse. Nm 21,4b-9 opp. Fil 2,6-11; Sal 77; Gv 3,13-17.     71° Genetliaco di Sua Santità Leone XIV


15 Martedì * Beata Vergine Maria Addolorata. Noi siamo suo popolo, gregge che egli guida. Gesù affida la Chiesa a sua madre nel testamento d'amore: la nuova Eva ci aiuti a vivere come veri figli. S. Caterina da Genova. 1Cor 12,12-14.27-31a; Sal 99; Gv 19,25-27 opp. Lc 2,33-35.


16 Mercoledì * Ss. Cornelio e Cipriano. Beato il popolo scelto dal Signore. La vera sapienza nasce dall'umiltà di chi si lascia interpellare e riconosce l'opera di Dio nei suoi frutti. S. Eufemia; S. Ludmilla. 1Cor 12,31-13,13; Sal 32; Lc 7,31-35.


17 Giovedì * S. Roberto Bellarmino. Rendete grazie al Signore perché è buono. Colui al quale molto è perdonato, molto ama. Il cuore riconoscente accoglie la misericordia di Dio. S. Ildegarda di Bingen (mf). 1Cor 15,1-11; Sal 117; Lc 7,36-50.     Onomastico di Sua Santità Leone XIV


18 Venerdì - Ci sazieremo, Signore, contemplando il tuo volto. La Chiesa è comunione di battezzati: ciascuno deve impegnarsi al servizio del Vangelo. S. Arianna; S. Eustorgio; S. Giuseppe da Copertino. 1Cor 15,12-20; Sal 16; Lc 8,1-3.


19 Sabato * S. Gennaro, vescovo e martire. Camminerò davanti a Dio nella luce dei viventi. Dio semina nel cuore degli uomini il seme dell'amore: può germogliare se rimuoviamo sassi e zizzania. S. Mariano; S. Ciriaco. 1Cor 15,35-37.42-49; Sal 55; Lc 8,4-15.


 

SETTIMANA LITURGICA

CALENDARIO MENSILE

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12 settembre: Santissimo Nome di Maria

Dopo la festa della Natività della Vergine Maria, la Chiesa onora il suo Nome, che nella tradizione giudaica si imponeva con solennità, perché era Dio stesso a dare il nome, come il vangelo ci dice a proposito di Giovanni Battista e dello stesso Gesù. Il nome infatti esprime la realtà più profonda della persona, la sua identità, la sua missione e il suo destino.
Il Nome di Maria è nel cuore e nella devozione dei cristiani fin dalle origini, come luminosissimo segno di speranza. La sua memoria liturgica è iniziata quando la festa fu concessa, nel 1513, a Cuenca, una diocesi della Spagna; passò poi nel 1671 al Regno di Napoli e a Milano; finché Innocenzo XI, in rendimento di grazie per la grande vittoria riportata il 12 settembre 1683 sui Turchi che erano già alle porte di Vienna, la estese a tutta la Chiesa universale. Ma il ricordo storico della istituzione è solo un’espressione del significato e della grazia che si celebra nel Nome della Madre del Signore e Madre nostra. La liturgia la saluta: Ave maris Stella! E san Bernardo, il più ispirato cantore di Maria, nella IIa omelia sul vangelo dell’Annunciazione dice: “E il nome della Vergine era Maria… Questo nome… significa stella del mare, e si adatta perfettamente alla Madre di Dio, perché come l’astro emette il suo raggio, così la Vergine concepisce suo Figlio e il raggio non diminuisce lo splendore della stella e il Figlio non diminuisce la verginità della Madre.
È proprio dunque Maria la nobile stella spuntata da Giacobbe, il cui raggio illumina il mondo, lo splendore dei cieli che penetra l’abisso e percorre la terra, riscalda i cuori, inaridisce il vizio e feconda le virtù… Chiunque tu sia… nei pericoli, nelle angustie, nel dubbio, guarda la stella, invoca Maria”.

14 settembre: ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE

Si può riconoscere l’origine della festa dell’esaltazione della Croce nel culto delle prime comunità cristiane a Gerusalemme dove, come si può leggere nel diario della pellegrina Eteria (sec. IV), il Venerdì Santo si adorava solennemente la Santa Croce. La leggenda attribuisce a sant’Elena, la madre dell’imperatore Costantino, il ritrovamento della Santa Croce, alla data appunto del 14 settembre. Ma storicamente questo è il giorno della dedicazione delle due basiliche costantiniane, il Martyrion e l’Anastasis (Risurrezione), costruite nella prima metà del IV secolo tra il Golgota e il sepolcro di Gesù.
In seguito la venerazione delle reliquie della Croce prevalse sulla commemorazione della dedicazione di queste basiliche e sotto il nome di “Esaltazione” è passata anche in Occidente. Nel 614 il re persiano Cosroe Parviz durante la conquista della Città santa, trafugò la preziosa reliquia, che fu ricuperata poi nel 628 dall’imperatore Eraclio. Ma nel 1187, dopo che il Vescovo di Betlemme la portò con sé nella battaglia di Hattin, se ne persero definitivamente le tracce. Nel cuore della festa odierna rimane non più il culto della Croce, ma la contemplazione del mistero della Croce come strumento della redenzione universale.
La Croce è la gloria di Cristo, l’esaltazione di Cristo, immagine luminosa dell’amore di Dio per l’umanità; levata in alto, con le sue braccia aperte ad abbracciare la terra, mostra ai credenti la via della vita piena, attraverso la partecipazione al cammino pasquale del Signore crocifisso e risorto.

15 settembre: Beata Maria Vergine Addolorata

La Vergine Addolorata ha avuto sempre nella Chiesa una venerazione particolare; sempre infatti si è vista la Madre sotto la croce, associata alla passione del Figlio. Della memoria liturgica si trova traccia, già alla fine dell’XI secolo, negli scritti di sant’Anselmo e di molti monaci benedettini e cistercensi.
Si diffuse poi nei secoli XII e XIII ad opera degli stessi cistercensi e dei serviti, un ordine dedicato – come i sette fondatori avevano indicato istituendo la “Compagnia di Maria Addolorata” – alla devozione della Madonna. Nel 1667 i Serviti ottennero l’approvazione della celebrazione liturgica dei “Sette dolori della Vergine”, che corrispondono ad altrettanti episodi narrati nel vangelo: la profezia di Simeone, la fuga in Egitto, lo smarrimento di Gesù a 12 anni nel Tempio, la salita al Calvario, la crocifissione, la deposizione dalla croce, la sepoltura.
Durante il pontificato di Pio VII, nel 1814, la festa venne accolta nel Calendario Romano alla terza domenica di settembre; Pio X, nel 1913, fissò la data definitiva al 15 settembre. Celebrata dopo la festa dell’Esaltazione della Croce, questa memoria riceve così un ricentramento cristologico, passando dalla contemplazione dei sette dolori della Vergine, al dolore della Madre, che sul Calvario assume dimensioni universali generando alla vita tutti coloro che Gesù salva. Maria sta in piedi sotto la croce, sostenuta dalla speranza e dalla fede, per sostenere i credenti nelle loro prove e insegnare loro a stare presso le infinite croci dei nostri fratelli.

17 settembre: san Roberto Bellarmino

Roberto Bellarmino nacque a Montepulciano nel 1542 da una ricca e numerosa famiglia. Nel 1560 entrò nella Compagnia di Gesù. Studiò a Padova e a Lovanio e al Collegio romano di Roma. In quegli anni tra i suoi alunni c'era anche san Luigi Gonzaga. Venne creato cardinale e arcivescovo di Capua nel 1599. Divenne un affermato teologo postridentino. Scrisse molte opere esegetiche, pastorali e ascetiche; fondamentali per l'apologetica sono i voluminosi libri «De controversiis». Con un'opera semplice nella struttura ma ricca di sapienza come il suo «Catechismo» fu "maestro" di tante generazioni di fanciulli. Famoso anche un altro suo volume «L'arte del ben morire». Morì il 17 settembre 1621 a Roma. E' sepolto in un altare laterale della Basilica di Sant'Ingazio in Campo Marzio. Papa Pio XI lo beatificò il 13 maggio 1923, lo canonizzò il 29 giugno 1930 e lo proclamò Dottore della Chiesa il 17 settembre 1931. 

19 settembre, san Gennaro, vescovo e martire

Le notizie incerte che abbiamo non ci permettono di tratteggiare con precisione la figura di san Gennaro, vescovo di Benevento. Sappiamo però che fu decapitato, con altri compagni, per difendere la propria fede intorno al 305, durante la persecuzione di Diocleziano, probabilmente a Pozzuoli. Si racconta che durante il martirio, una nobildonna di nome Eusebia raccolse parte del sangue del vescovo Gennaro in due ampolle, custodendole con molta venerazione. In occasione della traslazione del corpo del santo da Pozzuoli alle catacombe di Napoli, fatta da un vescovo di quella città, Eusebia regalò al porporato le due ampolle contenenti il sangue raggrumato di san Gennaro.
Nel corso del tempo le reliquie ebbero vari trasferimenti: attualmente il capo e le ampolle del sangue del martire sono custodite nel duomo di Napoli. Da secoli, tutti gli anni, si verifica un evento singolare, prodigioso anche per la scienza, che finora non ha trovato una spiegazione: ed è la liquefazione del sangue. La testimonianza più antica di questo fenomeno la troviamo in uno scritto del 1389: ne seguiranno tante altre, e tutte concordi. La liquefazione avviene ogni anno il 19 settembre, anniversario del martirio, il primo sabato di maggio, giorno in cui si ricorda la prima traslazione da Pozzuoli a Napoli, e il 16 dicembre, anniversario della terribile eruzione del Vesuvio arrestata, secondo la fede dei napoletani, per intercessione di san Gennaro.
Oltre che a Napoli il miracolo si verifica quasi simultaneamente a Pozzuoli, sulla pietra che la tradizione ritiene sia stata usata per la decapitazione. Il culto di san Gennaro si diffuse rapidamente sia nelle Chiese d’Occidente che in quelle d’Oriente; i napoletani lo venerano come loro patrono principale. Del martirio di san Gennaro ce ne parla già il martirologio Geronimiano, la cui redazione primitiva si ascrive al secolo V, come pure gli antichi calendari di Cartagine (sec. VI) e di Napoli (sec. IX).

Confraternita

di Santa Rita

La storia e lo statuto della confraternita

16 Novembre 2014

Ricordo di Mons. Luigi Molinari

“Un uomo mite con una grande dedizione nel servizio della Chiesa”

30 Settembre 2015

Benedizione della grande statua di Santa Rita

collocata al bivio tra Cascia e Roccaporena

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