IL CROCIFISSO venerato in santa Rita
07 Lunedì - Guidami, Signore, nella tua giustizia. Gesù guarisce di sabato: non esistono giorni in cui non si possa fare il bene. S. Regina; S. Grato di Aosta; B. Giovanni B. Mazzucconi. 1Cor 5,1-8; Sal 5; Lc 6,6-11. SETTIMANA LITURGICA CALENDARIO MENSILE ↓ ↓ ↓SAPERE CORREGGERE È DI CHI SA AMARE

«Se tuo fratello commetterà una colpa...». Gesù colloca la correzione fraterna nel cuore della vita comunitaria. Essa non nasce dal bisogno di avere ragione, ma dalla responsabilità per l'altro, per non lasciarlo solo nel suo errore. Prima ancora del peccato, viene la relazione. Il percorso indicato da Gesù è graduale e delicato: dal faccia a faccia, dove la parola può ancora salvare senza umiliare, al coinvolgimento della comunità, non per schiacciare ma sempre per sostenere e guadagnare il fratello. Il linguaggio è sorprendente: il fratello è un bene prezioso, che non si può rischiare di perdere, e la correzione è un atto di custodia. Ognuno deve sentire la responsabilità di essere come sentinella per il fratello (I Lettura) per vegliare su di lui come un angelo o un compagno di vita. Chi tace per paura o quieto vivere può cadere nella mancanza di amore, chi, invece, interviene è perché non si rassegna alla perdita del fratello e sa che anche la parola più scomoda può trasformarsi in luogo di salvezza perché «la carità non fa alcun male al prossimo» (II Lettura) in quanto diventa verità senza durezza, coraggio senza violenza, fedeltà anche quando costa.Settimana Liturgica 7-12 settembre 2026
08 Martedì ** NATIVITA' DELLA BEATA VERGINE MARIA. Gioisco pienamente nel Signore. Le fragilità delle generazioni passate non hanno impedito a Gesù di entrare nella storia per mezzo della purezza di Maria. S. Sergio I; B. Federico Ozanam. Mi 5,1-4a opp. Rm 8,28-30; Sal 12; Mt 1,1-16.18-23.
09 Mercoledì - Ascolta, figlia, guarda, porgi l'orecchio. Le Beatitudini rivelano la rivoluzione del Regno: i poveri, gli affamati e gli esclusi sono i primi nel cuore di Dio. S. Pietro Claver (mf); S. Giacinto; B. Giacomo D. Laval. 1Cor 7,25-31; Sal 44; Lc 6,20-26.
10 Giovedì - Guidami, Signore, per una via di eternità. L'amore per il prossimo abbraccia anche i nemici: abbattiamo con la misericordia le barriere del giudizio e del rancore. S. Nemesio; S. Agabio; S. Nicola da Tolentino. 1Cor 8,1b-7.11-13; Sal 138; Lc 6,27-38.
11 Venerdì - Quanto sono amabili le tue dimore, Signore! Per vedere davvero occorre togliere la trave dai nostri occhi: la cecità del cuore ostacola la comunione. Ss. Proto e Giacinto; S. Adelfio; B. Bonaventura da Barcellona. 1Cor 9,16-19.22b-27; Sal 83; Lc 6,39-42.
12 Sabato * Santissimo Nome di Maria. A te, Signore, offrirò un sacrificio di ringraziamento. La Parola accolta e vissuta ci fa trarre dal cuore frutti di bene e ci rende docili verso i fratelli. S. Albeo; S. Guido. 1Cor 10,14-22; Sal 115; Lc 6,43-49.
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Nelle Chiese d’Oriente e d’Occidente si celebra oggi la nascita di Maria, la madre del Signore, come l’aurora che annuncia il Giorno nuovo, il Giorno della nostra salvezza. La data dell’8 settembre è quella della dedicazione della basilica costruita nel secolo V sul posto della Piscina Probatica (Gv 5, 1-9), a Gerusalemme, presso il tempio, dove la tradizione localizzava la casa di Anna e Gioacchino, genitori della Vergine, oggi basilica di S. Anna. La festa si diffuse nel VI secolo in tutto l’Oriente e fu introdotta a Roma dal papa siriaco Sergio I († 701) che la solennizzò con una processione dalla chiesa di S. Adriano al Foro alla basilica Liberiana, divenuta poi molto popolare nel Medioevo, quando la festa ebbe anche una vigilia e un’ottava. In oriente, questa festa apre l’anno liturgico bizantino.
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Dopo la festa della Natività della Vergine Maria, la Chiesa onora il suo Nome, che nella tradizione giudaica si imponeva con solennità, perché era Dio stesso a dare il nome, come il vangelo ci dice a proposito di Giovanni Battista e dello stesso Gesù. Il nome infatti esprime la realtà più profonda della persona, la sua identità, la sua missione e il suo destino.
Il Nome di Maria è nel cuore e nella devozione dei cristiani fin dalle origini, come luminosissimo segno di speranza. La sua memoria liturgica è iniziata quando la festa fu concessa, nel 1513, a Cuenca, una diocesi della Spagna; passò poi nel 1671 al Regno di Napoli e a Milano; finché Innocenzo XI, in rendimento di grazie per la grande vittoria riportata il 12 settembre 1683 sui Turchi che erano già alle porte di Vienna, la estese a tutta la Chiesa universale. Ma il ricordo storico della istituzione è solo un’espressione del significato e della grazia che si celebra nel Nome della Madre del Signore e Madre nostra. La liturgia la saluta: Ave maris Stella! E san Bernardo, il più ispirato cantore di Maria, nella IIa omelia sul vangelo dell’Annunciazione dice: “E il nome della Vergine era Maria… Questo nome… significa stella del mare, e si adatta perfettamente alla Madre di Dio, perché come l’astro emette il suo raggio, così la Vergine concepisce suo Figlio e il raggio non diminuisce lo splendore della stella e il Figlio non diminuisce la verginità della Madre.
È proprio dunque Maria la nobile stella spuntata da Giacobbe, il cui raggio illumina il mondo, lo splendore dei cieli che penetra l’abisso e percorre la terra, riscalda i cuori, inaridisce il vizio e feconda le virtù… Chiunque tu sia… nei pericoli, nelle angustie, nel dubbio, guarda la stella, invoca Maria”.