La "Santa dei casi impossibili"
DAL 5 FEBBRAIO AL 14 MAGGIO 2026
Notizie storiche della chiesa di Santa Rita
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AVVISO ORARIO ESTIVO


Orari Sante Messe Estate 2026

DAL 1 LUGLIO AL 31 AGOSTO (compresi)

prefestiva del sabato   18.30

santa messa festiva      11.30

santa messa feriale      08.00

 


Orari apertura della chiesa mese di AGOSTO 

festivi  10.30 - 12.30

dal lunedì al venerdì  07.00 - 09.00

sabato 17.30 - 19.30

 



 

𝐋'𝐈𝐍𝐃𝐔𝐋𝐆𝐄𝐍𝐙𝐀 𝐏𝐋𝐄𝐍𝐀𝐑𝐈𝐀 𝐃𝐄𝐋 𝐏𝐄𝐑𝐃𝐎𝐍𝐎 𝐃𝐈 𝐀𝐒𝐒𝐈𝐒𝐈 (𝐏𝐞𝐫 𝐬𝐞́ 𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐢 𝐝𝐞𝐟𝐮𝐧𝐭𝐢)

Il 2 agosto 1216, dinanzi una grande folla, S. Francesco, alla presenza dei vescovi dell’Umbria con l’animo colmo di gioia, promulgò il Grande Perdono, per ogni anno, in quella data, per chi, pellegrino e pentito, avesse varcato le soglie del tempietto francescano. Nel 1279, il frate Pietro di Giovanni Olivi scriveva che “essa indulgenza è di grande utilità al popolo che è spinto così alla confessione, contrizione ed emendazione dei peccati, proprio nel luogo dove, attraverso san Francesco e Santa Chiara, fu rivelato lo stato di vita evangelica adatto a questi tempi”.

A quali condizioni si può ottenere l’indulgenza?

  • Ricevere l’assoluzione per i propri peccati nella Confessione sacramentale, celebrata nel periodo che include gli otto giorni precedenti e successivi alla visita della chiesa parrocchiale o francescana, per tornare in grazia di Dio;
  • partecipare alla Messa e alla Comunione eucaristica nello stesso arco di tempo indicato per la Confessione;
  • visitare la chiesa parrocchiale o francescana dove si deve rinnovare la professione di fede, mediante la recita del Credo, per riaffermare la propria identità cristiana, e recitare il Padre Nostro, per riaffermare la propria dignità di figli di Dio, ricevuta nel Battesimo;
  • recitare una preghiera secondo le intenzioni del Papa, per riaffermare la propria appartenenza alla Chiesa, il cui fondamento e centro visibile di unità è il Romano Pontefice. Normalmente si recita un Pater, un’Ave e un Gloria; è data tuttavia ai singoli fedeli la facoltà di recitare qualsiasi altra preghiera secondo la pietà e la devozione di ciascuno verso il Papa.

In quali giorni si può ottenere il “Perdono d’Assisi”?

In tutte le chiese parrocchiali e le chiese francescane sparse nel mondo si può lucrare dal mezzogiorno del 1° agosto alla mezzanotte del 2 agosto di ogni anno.

Cos’è l’indulgenza?

Nel Catechismo della Chiesa cattolica (nn. 1478-9) si legge: «L’ indulgenza si ottiene mediante la Chiesa che, in virtù del potere di legare e di sciogliere accordatole da Gesù Cristo, interviene a favore di un cristiano e gli dischiude il tesoro dei meriti di Cristo e dei santi perché ottenga dal Padre delle misericordie la remissione delle pene temporali dovute per i suoi peccati. Così la Chiesa non vuole soltanto venire in aiuto a questo cristiano, ma anche spingerlo a compiere opere di pietà, di penitenza e di carità [Cfr. Paolo VI, Cost. Ap. Indulgentiarum doctrina, 8; Concilio di Trento: DS 1835].

Poiché i fedeli defunti in via di purificazione sono anch’ essi membri della medesima comunione dei santi, noi possiamo aiutarli, tra l’altro, ottenendo per loro delle indulgenze, in modo tale che siano sgravati dalle pene temporali dovute per i loro peccati. Mediante le indulgenze i fedeli possono ottenere per se stessi, e anche per le anime del Purgatorio, la remissione delle pene temporali, conseguenze dei peccati. (CCC 1498)».

Domenica 2 agosto 2026 – XVIII Domenica del Tempo Ordinario

«VOI STESSI DATE LORO DA MANGIARE»

 

 


Il profeta Isaia, in nome di Dio, invita il popolo a un banchetto dove si mangia e si beve in modo abbondante e gustoso, incoraggiandolo a "comprare senza denaro" l'acqua, il vino e il latte, simboli della grazia divina (I Lettura). Certo, decidere di farlo è una scelta personale e non costrizione! L'evangelista Matteo descrive la moltiplicazione dei pani, realizzata da Gesù, ma con la collaborazione degli apostoli (Vangelo). All'azione del comprare - suggerito dai discepoli - Gesù preferisce il dare e invita gli stessi apostoli a farlo: «Voi stessi date loro da mangiare». Dio, dunque, chiede all'uomo di mettersi a disposizione affinché possa agire e compiere il miracolo. La compassione e l'amore di Gesù verso tutti coloro che attendevano da lui una parola di speranza e un aiuto concreto per la loro vita trovano nei pochi pani e pesci la "materia prima" per il miracolo: senza quei pani e quei pesci Gesù non avrebbe potuto far nulla! L'apostolo Paolo (II Lettura) ci assicura che «l'amore di Dio, che è in Cristo Gesù» è una forza così travolgente che nessuna avversità, circostanza o creatura potrà separarci da lui perché è un amore donato per grazia e non conseguito per merito o capacità.

Settimana Liturgica

 

03 Lunedì - Insegnami, Signore, i tuoi decreti. Anche noi, con la fede, possiamo camminare sulle acque della storia per vincere la paura. S. Asprenato; S. Martino; B. Agostino Casotti. Ger 28,1-17; Sal 118; Mt 14,22-36.


04 Martedì * S. Giovanni Maria Vianney. Mostraci, o Dio, il tuo splendore. È facile fermarsi all'esteriorità delle cose, meno comprendere ciò che nell'interiorità di esse è puro e gradito agli occhi di Dio. S. Raniero. Ger 30,1-2.12-15.18-22; Sal 101; Mt 15,1-2.10-14.


05 Mercoledì * Madonna della Neve. Il Signore ci custodisce come un pastore il suo gregge. Gesù premia la tenacia della donna pagana nel chiedere la guarigione della figlia. Preghiamo senza stancarci. Dedic. Bas. S. Maria Maggiore (mf); S. Emidio; S. Osvaldo. Ger 31,1-7; Cant. Ger 31,10-13; Mt 15,21-28.


06 Giovedì ** TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE. Il Signore regna, il Dio di tutta la terra. Contemplare Gesù trasfigurato ci permette di rileggere con fede la nostra quotidianità e agire. B. Maria Francesca di Gesù. Dn 7,9-10.13-14 opp. 2Pt 1,16-19; Sal 96; Mt 17,1-9. Inizia la Novena all'Assunta.


07 Venerdì - Il Signore farà giustizia al suo popolo. Le prove della vita e le difficoltà legate alle nostre scelte si superano imitando Gesù in ogni situazione. Ss. Sisto II e c. (mf); S. Gaetano (mf); S. Donato. Na 2,1.3; 3,1-3.6-7; Cant. Dt 32,35-36.39-41; Mt 16,24-28. PRIMO VENERDI DEL MESE  - ORE 8.00 SANTA MESSA IN ONORE DEL SACRO CUORE.


08 Sabato * S. Domenico. Tu non abbandoni chi ti cerca, Signore. La fede favorisce il miracolo: Signore donaci, oggi e sempre, una fede forte! B. Maria Margherita Caiani. Ab 1,12-2,4; Sal 9; Mt 17,14-20.

 

 

SETTIMANA LITURGICA

CALENDARIO MENSILE

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4 agosto: san Giovanni Maria Vianney, sacerdote

 

Nasce l’8 maggio 1786 a Dardilly da una famiglia di contadini, e ancora bambino deve impegnarsi nell’accudire le bestie e lavorare nei campi. Al suo desiderio di diventare prete si oppose il padre, e ci volle l’aiuto del parroco di Ecully perché il giovane potesse accedere al seminario, dove incontrò molte difficoltà nello studio. Consapevole della sua scarsa preparazione intellettuale, si lasciò istruire dal Signore, coltivando un’intensa vita di preghiera e di adorazione.
Ordinato sacerdote a 29 anni, tre anni dopo venne inviato come curato ad Ars, piccolo paese sull’altipiano di Dombes, dove all’indifferenza nella fede si associava la rilassatezza dei costumi. Il nuovo curato si mise all’opera con zelo, e presto le poche famiglie pie del villaggio lo seguirono. Pregava a lungo per la conversione della sua parrocchia, e alla preghiera aggiungeva digiuni, penitenze, austerità e povertà di vita. La gente ne rimaneva impressionata.
Ben presto il nome del curato di Ars varcò i confini della regione, e la gente cominciò ad affluire da ogni parte della Francia. Dalla sua persona emanava una profonda forza di attrazione. Per il grande concorso di fedeli era costretto a confessare fino a 16 ore al giorno. Aveva la capacità di vedere l’animo umano nella sua nudità, e pieno di comprensione penetrava i segreti più intimi dei penitenti, portandoli con amore di fronte alla misericordia del Signore. Morì a 73 anni nel 1859. Fu canonizzato nel 1925 da papa Pio XI.

 

 

5 agosto: Dedicazione della Basilica di S. Maria Maggiore "Sancta Maria ad Nives"

 

Dopo il Concilio di Efeso del 431, in cui la Madre di Gesù fu definita vera Madre di Dio (Theotokos), papa Sisto III (432-440) eresse a Roma, sul colle Esquilino, una basilica in onore della Madre di Dio, in seguito denominata S. Maria Maggiore . È questa la più antica chiesa dedicata alla Madre di Dio nell’Occidente.
Cirillo di Alessandria, nell’omelia tenuta durante il Concilio di Efeso, così si rivolgeva a Maria: “ Lode a te, o Maria Madre di Dio, venerabile tesoro di tutto il mondo, lampada inestinguibile, corona della verginità, scettro della vera dottrina, tempio indistruttibile, tu che contieni Colui che non può essere contenuto da uno spazio, madre e vergine, per la quale è chiamato benedetto nel santo vangelo, colui che viene nel nome del Signore. Tu sei madre e vergine: o cosa stupenda! Questo miracolo mi rapisce di meraviglia ”.
La memoria della Dedicazione della Basilica di S. Maria Maggiore è riportata, a partire dal IV secolo, nel Calendario romano.

 

6 agosto: TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE

 

Le Chiese d’Oriente e d’Occidente hanno celebrato fin dall’antichità, in modi diversi e in date differenti, la festa della Trasfigurazione. Introdotta in Armenia nel IV secolo, e nel V secolo nell’area siriaca, la festa fu celebrata per ricordare la dedicazione di una chiesa sul monte Tabor.
In Occidente la festa si diffuse nel sec. XI, e papa Callisto III, nel 1457, l’estese alla Chiesa universale in seguito alla vittoria riportata contro i Turchi a Belgrado, la cui notizia giunse a Roma proprio il 6 agosto.Un riferimento preciso alla Trasfigurazione del Signore l’abbiamo nel vangelo della II domenica di quaresima, ma non si tratta di un doppione, perché nel tempo quaresimale non abbiamo una festa propriamente detta della Trasfigurazione. Ricordando l’episodio biblico nel quale Gesù fu trasfigurato davanti a Pietro, Giacomo e Giovanni mentre conversava con Mosè ed Elia, la Chiesa vede in Cristo il compimento di tutte le Scritture, Colui che rivela all’uomo la sua vocazione alla divinizzazione.
Paolo VI concluse la sua vita terrena proprio alla sera di questo giorno dell’anno 1978. A un Angelus del 6 agosto aveva ricordato come “la Trasfigurazione getta una luce abbagliante sulla nostra vita quotidiana e ci fa rivolgere la mente al destino immortale che quel fatto adombra. Sulla cima del Tabor Cristo svela per qualche istante lo splendore della sua divinità, e si manifesta ai testimoni prescelti quale realmente è, il Figlio di Dio; ma fa vedere anche il trascendente destino della sua natura umana, che egli ha assunto per salvarci, destinata anch’essa, perché redenta dal suo sacrificio d’amore irrevocabile, a partecipare alla pienezza della vita, alla sorte dei santi nella luce”.

 

 

8 agosto: san Domenico, sacerdote

 

Nato attorno al 1171 a Caleruega, un villaggio montano della Vecchia Castiglia, educato fino ai 14 anni da uno zio arciprete, Domenico si trasferì poi a Palencia per studiare le arti liberali e poi la teologia nelle celebri scuole di quella città. Terminati gli studi, entrò tra i Canonici regolari della cattedrale di Osma dove viene consacrato sacerdote. Nel 1204, accompagnando in una missione diplomatica il suo vescovo Diego, attraversò la Francia meridionale in mano agli eretici catari. In questa regione il papa Innocenzo III gli chiederà di rimanere e di prestare la sua opera per ricondurre gli erranti alla vera fede.
Saranno anni di intensa attività: predicazione, dibattiti, colloqui personali, opera di persuasione, preghiera e penitenza; mentre Domenico va elaborando il suo progetto di dare alla predicazione forma stabile e organizzata. A Tolosa, nel 1215, con alcuni amici che si era stretti intorno a lui, realizzerà questo progetto fondando l’Ordine dei Frati Predicatori; nel quale alla povertà evangelica e alla predicazione ambulante si aggiungeva anche lo studio accurato.
Domenico voleva infatti formare delle comunità che fossero centri di studio, fucine di cultura sacra e preparassero con ogni cura i missionari, gli annunciatori del vangelo di Gesù. Per l’approvazione dovette scegliere una regola già esistente, e la scelta cadde sulla Regola di sant’Agostino. Nel 1218 Onorio III darà al nuovo Ordine l’approvazione ufficiale e definitiva. Domenico disseminerà i suoi figli in tutta Europa, inviandoli soprattutto nei centri universitari più importanti del tempo: Parigi e Bologna. E prodigherà tutte le sue energie alla diffusione della sua opera, fino alla morte che lo colse, estenuato dal lavoro apostolico e dalle penitenze, nell’amato convento di Bologna il 5 agosto del 1221.
Gregorio IX, che gli era legato da profonda amicizia, lo canonizzerà nel 1234. San Domenico è rappresentato spesso con una stella in fronte, simbolo della sapienza, con il libro, per il suo amore alla Scrittura, e con un giglio, emblema della purezza ma anche del suo culto alla Vergine. Le sue reliquie si custodiscono nella preziosa arca marmorea scolpita da Nicola Pisano in una cappella della chiesa di S. Domenico, in Bologna. Il popolo bolognese lo riconosce come “ Patrono e Difensore perpetuo della città”.

 

 

Confraternita

di Santa Rita

La storia e lo statuto della confraternita

16 Novembre 2014

Ricordo di Mons. Luigi Molinari

“Un uomo mite con una grande dedizione nel servizio della Chiesa”

30 Settembre 2015

Benedizione della grande statua di Santa Rita

collocata al bivio tra Cascia e Roccaporena

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