IL CROCIFISSO venerato in santa Rita

Orari Sante Messe Estate 2026
DAL 1 LUGLIO AL 31 AGOSTO (compresi)
prefestiva del sabato 18.30
santa messa festiva 11.30
santa messa feriale 08.00
Orari apertura della chiesa mese di agosto
festivi 11.00 - 12.30
dal lunedì al venerdì 07.00 - 09.00
sabato 17.30 - 19.30
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Cristo ci dice: «Non abbiate paura». Esiste un bene più grande della vita biologica: la vita eterna; e un male peggiore della morte fisica: perdere Dio. Il cristiano professa la sua fede con coraggio, perché crede che il Padre custodisce, già ora, la sua vita per l'eternità. «NON ABBIATE PAURA» 22 Lunedì - Salvaci con la tua destra e rispondici, Signore! La grazia renda puro il nostro sguardo per vedere la nostra trave e guardare al prossimo con misericordia. S. Paolino di Nola (mf); Ss. Giovanni Fisher e Tommaso Moro (mf). 2Re 17,5-8.13-15a.18; Sal 59; Mt 7,1-5.

Chi sperimenta la propria debolezza nella solitudine e tribolazione sa che cos'è la consolazione di Dio e domanda, come nel Salmo, di sentire l'infinita bontà del suo amore, l'abbraccio della sua grande tenerezza. Il Signore gli è vicino. È la certezza che ha sostenuto Geremia, divenuta confessione di fede: «Il Signore è al mio fianco come un prode valoroso» (I Lettura). La fede apre all'ascolto interiore della voce di Dio che sussurra all'orecchio del cuore: «Non abbiate paura!», chiedendo di farsi annuncio dalle terrazze, profezia di speranza e libertà per ogni uomo e donna in questo mondo. In mezzo al clamore e agli intrighi degli uomini la verità si fa strada con la potenza inerme della testimonianza. Nessuna tempesta, nessuna menzogna potrà mai estinguere la fiamma di verità che arde nascosta nel "segreto" di una coscienza pura. Non vi è tenebra che possa trattenere lo splendore della luce (Vangelo). Paolo lo grida: è più forte il bene di un solo uomo, Cristo, che il male di un'intera moltitudine. È più forte "il dono di grazia" che il contagio dilagante del peccato (II Lettura). «Per chi ama Dio, tutto ciò che appare dannoso si mostrerà utile» (san Giovanni Crisostomo).settimana 22-27 giugno 2026
23 Martedì - Dio ha fondato la sua città per sempre. Entriamo pregando per la porta stretta sapendo che nella prova il Signore è con noi e rimane con noi. S. Lanfranco; S. Giuseppe Cafasso; B. Maria R. Cimatti. 2Re 19,9b-11.14-21.31-35a.36; Sal 47; Mt 7,6.12-14.
24 Mercoledì - NATIVITÀ DI S. GIOVANNI BATTISTA. Io ti rendo grazie: hai fatto di me una meraviglia stupenda. Il Signore sempre sorprende con la sua misericordia, come avvenne per Zaccaria ed Elisabetta. S. Teodolfo. Is 49,1-6; Sal 138; At 13,22-26; Lc 1,57-66.80.
25 Giovedì - Salvaci, Signore, per la gloria del tuo nome. Costruiamo la nostra vita sulla roccia, nel tempo della tempesta Dio sarà per noi forza e sostegno. S. Massimo; S. Prospero; S. Guglielmo di Montevergine. 2Re 24,8-17; Sal 78; Mt 7,21-29.
26 Venerdì - In terra d'esilio leviamo il nostro canto. Il Dio dell'impossibile compie miracoli: nella sua volontà può accogliere la nostra richiesta di guarigione. Ss. Giovanni e Paolo; S. Vigilio; S. Josemaría Escrivá. 2Re 25,1-12; Sal 136; Mt 8,1-4.
27 Sabato - Non dimenticare, Signore, la vita dei tuoi poveri. Chiunque può chiedere la guarigione a Gesù per una persona cara. Il centurione e Pietro sono stati esauditi. S. Cirillo di Alessandria (mf); S. Arialdo. Lam 2,2.10-14.18-19; Sal 73; Mt 8,5-17.
SETTIMANA LITURGICA
CALENDARIO MENSILE
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Figlio primogenito del marchese Luigi, di Castiglione delle Stiviere, nacque nel 1568. Educato dalla madre all’amore di Dio, ancora fanciullo vinse il fascino della vita militare e si mostrò ben presto inclinato a più intensa vita evangelica.
Nel 1576 fu mandato a Firenze come paggio del granduca, e ivi nel santuario dell’Annunziata si consacrò alla Madre di Dio impegnandosi alla verginità. A dodici anni ricevette la prima comunione dalle mani di san Carlo Borromeo, e da quel giorno l’eucaristia fu il centro della sua vita.
A diciassette anni, dopo aver superato estenuanti contrasti, rinunciò al marchesato ed entrò nella Compagnia di Gesù. A Roma, durante un’epidemia, si prodigò con dedizione incondizionata nella cura dei malati, fino a che, raggiunto dal contagio, morì il 21 giugno 1591.
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Nato a Barbastro, in Spagna, nel 1902 e ordinato sacerdote nel 1925, durante un ritiro spirituale il 2 ottobre 1928, riceve da Dio il compito di fondare l’Opus Dei, la cui missione è promuovere tra gli uomini e le donne di tutti gli ambienti della società un impegno personale a seguire Cristo e a cercare la santità nella vita quotidiana. Da quel momento don Josemaría si dedica anima e corpo a compiere la missione che ha ricevuto.
Cosciente che la sua missione ha radice e portata universali, don Josemaría si trasferisce a Roma nel 1946, appena conclusa la guerra mondiale. L’Opus Dei riceve varie approvazioni pontificie, che confermano i suo spirito e la missione a servizio della Chiesa universale e delle Chiese locali. Da Roma, per impulso diretto del Fondatore, l’Opus Dei si estende a poco a poco nei cinque continenti a servizio delle chiese locali. Durante il Concilio Vaticano II (1962-1965), il Fondatore dell’Opus Dei mantiene intensi e fraterni contatti con numerosi Padri conciliari sui temi che costituiscono il nucleo del magistero conciliare, come la chiamata universale alla santità e la funzione dei laici nella Chiesa. Dal 1970il suo impegno evangelizzatore lo spinge a intraprendere viaggi di catechesi attraverso l’Europa e l’America latina, dove incontra molte migliaia di persone. Muore a Roma il 26 giugno 1975. Giovanni Paolo II lo eleva agli altari nel 1992 tra un’enorme folla di fedeli. Nel 2002 viene canonizzato a Roma davanti a pellegrini di oltre 80 paesi.