IL CROCIFISSO venerato in santa Rita
20 Lunedì - Beato chi cammina nella legge del Signore. Credere in Gesù come inviato del Padre è la vera opera di Dio richiesta all'uomo. 24 Venerdì * Conversione di sant'Agostino. Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo. Mangiare il corpo di Cristo vuol dire rimanere in comunione con lui ed essere suoi testimoni credibili. DAVVERO IL SIGNORE È RISORTO!

«Quando il Signore si è fatto conoscere? Allo spezzare del pane... Egli ha scelto di essere riconosciuto lì, a causa nostra che, senza vedere la sua carne, mangeremo la sua carne. Chiunque tu sia, tu che credi, la condivisione del pane ti conforti! L'assenza del Signore non è un'assenza. Colui che tu non vedi è con te» (sant'Agostino, Discorso 235, 3). Queste parole possono esprimere con grande profondità spirituale il cammino dei discepoli di Emmaus e, in loro, la strada stessa della nostra vita. Ogni esperienza del credere è fatta di tappe: intellettuali, di sentimento, di approccio, di sperimentazione della carità offerta e richiesta, ma a un certo momento punta al riconoscimento di una presenza che non solo scalda il cuore, ma realizza ciò che effettivamente fa il fuoco: illumina, scalda, offre compagnia. Questo sperimentano i discepoli di Emmaus in quel cammino: Gesù li accompagna, Gesù spiega loro le Scritture, a un certo punto Gesù rimane con loro... ed essi allora si aprono alla fede pasquale! Non hanno più necessità di vederlo fisicamente, perché sanno che egli è realmente in loro, nella loro esistenza.settimana 20-25 aprile
21 Martedì - Alle tue mani, Signore, affido il mio spirito. La manna era simbolo di ciò che si sarebbe realizzato: Gesù, il Figlio di Dio, il pane di vita.
22 Mercoledì - Acclamate Dio, voi tutti della terra. Nell'Eucaristia siamo nutriti della Pasqua del Signore per gustare la promessa della nostra risurrezione. ore 8.00 santa messa memoria mensile di santa Rita.
23 Giovedì * san Giorgio, martire. Acclamate Dio, voi tutti della terra. Dio non cessa di attirare a Cristo l'umanità: solo in lui troviamo il perdono e la vita. ORE 17,00 ITINERARIO RITIANO NEL DODICESIMO GIOVEDI DI SANTA RITA
25 Sabato * S. Marco evangelista. Canterò in eterno l'amore del Signore. La missione degli apostoli è confermata da segni che sono anticipazione della salvezza, promessa del futuro di Dio. ore 18.30 santa messa memoria mensile Bambino Gesù di Praga.
SETTIMANA LITURGICA
CALENDARIO MENSILE
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Durante la veglia di Pasqua del 387, nella notte tra il 24 e il 25 aprile, Agostino e i suoi amici vennero battezzati a Milano dal vescovo sant’Ambrogio: «Fummo battezzati, e si dileguò da noi l’inquietudine della vita passata».
«Tardi ti ho amato, Bellezza tanto antica e tanto nuova, tardi ti ho amato!». Con questo grido del suo cuore sant’Agostino manifesta il rammarico di aver fatto passare inutilmente tanti anni della sua vita.
La conversione è stata per Agostino un felice punto di arrivo dopo un lungo vagabondare per il mare del dubbio, dell’incertezza, dell’incoerenza. Con la conversione Agostino ritrova se stesso e la gioia di vivere, la misura dell’amore nell’abbraccio misericordioso del Padre, la Chiesa come madre di salvezza e modello di vita.
Che anche i nostri cammini possano culminare, come per Agostino, nell'incontro e nell'abbraccio con il Padre.

Marco aveva due nomi: Giovanni per gli ebrei, suoi connazionali e Marco per i greci. Secondo la testimonianza di Luca (Atti 12,12) nella spaziosa casa di sua madre si radunavano i primi cristiani. Alcuni sostengono che, nella grande sala della loro casa, fu celebrata l’ultima cena e, se fosse stato di loro proprietà anche il podere al monte degli ulivi, come qualcuno sostiene, si spiegherebbe perché alcuni identificano Marco con il giovanetto che fugge via nudo, dopo l’arresto di Gesù. Cugino di Barnaba, con lui, nel 44, accompagnò Paolo nel primo viaggio missionario a Cipro. Giunti però a Perge di Panfilia, Marco abbandonò Paolo e Barnaba e tornò a Gerusalemme. Paolo lo rimproverò apertamente per il suo rifiuto di seguirlo, e non lo prese più con sé nel secondo viaggio (Atti 15,37). Più tardi, ormai pienamente riconciliato, divenne il suo fedelissimo collaboratore e lo troveremo accanto all’Apostolo anche durante la prigionia romana di quest’ultimo.
Fu anche discepolo di Pietro, che lo chiama nella sua prima lettera, “mio figlio” e ne fu anche l’interprete, mettendo per iscritto, in modo semplice, vivace e immediato, quanto aveva visto e udito dall’Apostolo, dando inizio così al genere letterario “vangelo”. Si ritiene, quasi all’unanimità, che quello di Marco sia il primo Vangelo scritto e andrebbe datato tra il 50 e il 60, nel periodo, cioè, in cui era a Roma accanto a Pietro.
La cristologia di Marco è tutta incentrata sul tema della manifestazione del Messia crocifisso: il Messia che rivendica il suo regno divino e il suo essere Figlio di Dio, ma che è nello stesso tempo il servo sofferente, osteggiato dai capi d’Israele e incompreso persino dai suoi discepoli.
Riguardo agli ultimi anni della vita di Marco, la tradizione (vedi Eusebio di Cesarea) lo dice fondatore della Chiesa di Alessandria d’Egitto, dove fu vescovo e dove probabilmente subì il martirio. Da qui il suo corpo fu traslato, nell’828, a Venezia da due mercanti veneziani e divenne, in seguito, emblema dello stato veneto nel simbolo che lo rappresenta, quello del leone.
Quest'antica tradizione vuole preparare i devoti alla festa del 22 maggio con un percorso di preghiera e di ricca devozione.
Il numero di 15 è scelto in onore ai 15 anni in cui Rita ebbe il dono di portare la "spina del Signore". Il giovedì è scelto perché, secondo la tradizione è il giorno in cui la Santa entrò nel cielo al suono festoso delle campane.
Nel corso dei 15 giovedì mediteremo un tratto della vita della santa con la recita del Santo Rosario e le Litanie di Santa Rita.
A seguire la Santa Messa secondo le intenzioni dei devoti presenti.
Calendario degli appuntamenti: