IL CROCIFISSO venerato in santa Rita

Il rito della Dedicazione di una chiesa è uno dei momenti più suggestivi e ricchi di significato dell’intera liturgia.
Presieduto sempre dal Vescovo, il rito si apre con la benedizione e l’aspersione dell’acqua sia sull’altare sia sulle pareti del tempio. Successivamente, accompagnato dal canto delle litanie dei santi, il Vescovo depone le reliquie dei martiri o dei santi nel sepolcreto dell’altare. Viene poi il momento dell'unzione con il sacro Crisma: vengono unti sia l’altare — segno vivo di Cristo, l’Unto — sia le dodici croci disposte sui pilastri dell’edificio, che ricordano gli Apostoli, colonna portante della Chiesa, e le dodici porte della nuova Gerusalemme descritta nell’Apocalisse. Infine, dal braciere posto sull'altare si solleva una nube d'incenso che avvolge l'intero edificio, simbolo della preghiera che si eleva al cielo.
Il prossimo 25 ottobre, riaccendendo le candele poste dinanzi a quelle croci, celebreremo l'anniversario della Dedicazione. Sarà un'occasione speciale per riscoprire il valore profondo di questo luogo sacro, nel quale la comunità cristiana si ritrova. È proprio nell'incontro fedele con il Signore che riscopriamo la nostra identità: da semplice assemblea diventiamo «pietre vive» a Sua immagine, chiamate a edificare il Regno di Dio, secondo le parole della Scrittura: «Avvicinandovi a lui, pietra viva, anche voi venite impiegati come pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale».
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UN AMORE TOTALE Il Vangelo di questa domenica ci ricorda che tutta la vita cristiana si fonda su due comandamenti inseparabili: amare Dio con tutto il cuore e amare il prossimo come noi stessi. Non basta professare la fede con le parole: siamo chiamati a renderla visibile attraverso gesti concreti di attenzione, rispetto e solidarietà. L’amore per il Signore diventa autentico quando apre il nostro cuore ai fratelli, soprattutto a chi è più fragile, solo o dimenticato. settimana 26-31 ottobre 2026 26 Lunedì. Facciamoci imitatori di Dio, quali figli carissimi. La guarigione operata da Gesù di sabato evidenzia due modi di vivere la fede: uno che libera e uno che lega. 27 Martedì - Beato chi teme il Signore. Il regno di Dio non si impone con forza, ma si diffonde attraverso gesti, scelte e presenze all'apparenza insignificanti. 28 Mercoledì ** SANTI SIMONE E GIUDA, apostoli. Per tutta la terra si diffonde il loro annuncio. Dopo una notte in preghiera, Gesù fra i suoi discepoli sceglie i dodici apostoli che invierà nel mondo. 29 Giovedì. Benedetto il Signore, mia roccia. Con il suo lamento su Gerusalemme, Gesù si mette nel solco dei profeti: la via della salvezza è riconoscerlo come Messia. 30 Venerdì - Grandi sono le opere del Signore. Durante un banchetto, Gesù guarisce un malato, anche se è sabato; è venuto a offrire il convito della vera gioia. 31 Sabato - L'anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente. Il cristiano sceglie l'ultimo posto per assomigliare a Gesù che, pur essendo Dio, si è fatto uomo e, pur essendo eterno, ha accettato la morte. SETTIMANA LITURGICA CALENDARIO MENSILE ↓ ↓ ↓
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I cristiani fondano la loro vita sulla fede trasmessa dagli apostoli, i testimoni oculari che condivisero la vita di Gesù, dal suo battesimo fino all’ascensione. Simone e Giuda, venerati in un’unica festa, fanno parte del collegio apostolico, chiamati dallo stesso Gesù a seguirlo.
Simone fu soprannominato cananeo o zelota, due termini che esprimono lo stesso significato, cioè “zelante”. Secondo la tradizione del II secolo, riportata da Egisippo, sarebbe succeduto a san Giacomo il minore dal 62 al 107, data del suo martirio sotto Traiano, nel governo della comunità di Gerusalemme. Il suo martirio sarebbe avvenuto a Pella. Un’altra tradizione lo vede crocifisso in Abissinia; un’altra ancora crudelmente trapassato da una sega.
Giuda fu soprannominato Taddeo, per distinguerlo dall’altro Giuda; il suo appellativo significa “magnanimo”. La lettera di Giuda che troviamo nel Nuovo Testamento, non è ritenuta dagli studiosi del nostro apostolo. È invece proprio Giuda Taddeo che nel vangelo di Giovanni (14,22-23) rivolge domande a Gesù. Lo storico Niceforo Callisto riporta una tradizione secondo la quale Giuda evangelizzò la Palestina, la Siria e la Mesopotamia. Morì martire a Edessa. La Chiesa sira ne ricorda invece il martirio ad Arad, presso Beirut.

"A tutti coloro che per cinque mesi, al primo sabato, si confesseranno, riceveranno la santa Comunione, reciteranno il Rosario e mi faranno compagnia per quindici minuti meditando i misteri, con l'intenzione di offrirmi riparazioni, prometto di assisterli nell'ora della morte con tutte le grazie necessarie alla salvezza". (La Vergine Maria a Lucia di Fatima)
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