La "Santa dei casi impossibili"
DAL 5 FEBBRAIO AL 14 MAGGIO 2026
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AVVISO ORARIO ESTIVO


Orari Sante Messe Estate 2026

DAL 1 LUGLIO AL 31 AGOSTO (compresi)

prefestiva del sabato   18.30

santa messa festiva      11.30

santa messa feriale      08.00

 


Orari apertura della chiesa mese di AGOSTO 

festivi  10.30 - 12.30

dal lunedì al venerdì  07.00 - 09.00

sabato 17.30 - 19.30

 



 

Domenica 9 agosto 2026 – XIX Domenica del Tempo Ordinario

SIGNORE, SALVAMI!

 


Il protagonista del brano evangelico è Pietro con la sua paura. Egli, infatti, teme prima le onde della tempesta; poi perché, da lontano, non riconosce Gesù che, infatti, scambia per un fantasma; infine perché, rispondendo all'invito del Signore «Vieni!», dopo aver fatto qualche passo, ha timore di affondare. In un primo momento, si fida di Gesù ma poi, distogliendo lo sguardo da lui per guardare i propri piedi, non si fida più, ha paura e lancia un grido: «Signore, salvami!». Il grido di Pietro non è soltanto il grido di chi sta annegando nella tempesta; è il grido di chi, volendo seguire Gesù, si sente espropriato da sé stesso. In realtà spesso le vicende della vita ci espropriano da noi e mandano in frantumi i nostri desideri e sogni. Possiamo decidere, nelle prove, se arrenderci oppure abbandonarci all'abbraccio di Gesù, afferrati dalla sua mano che ci salva. Anche nella prima lettura è descritta una teofania, cioè una manifestazione di Dio che si mostra non nella potenza, ma nel "sussurro di una brezza leggera". Talvolta è necessario un udito fine per riconoscere la vicinanza di Dio nella nostra vita e gustare la dolcezza della sua presenza!

 

Settimana Liturgica

 

10 Lunedì ** S. Lorenzo, diacono e martire. Beato l'uomo che teme il Signore. Gesù deve morire per essere glorificato: come chicco di grano, nell'umiltà apriamoci agli altri. S. Blano; B. Agostino Ota. 2Cor 9,6-10; Sal 111; Gv 12,24-26.


11 Martedì * S. Chiara d'Assisi. Quanto sono dolci al mio palato le tue promesse, Signore. Gesù indica i bambini come misura del Regno: chi accoglie i piccoli accoglie lui. S. Rufino; S. Cassiano. Ez 2,8-3,4; Sal 118; Mt 18,1-5.10.12-14.


12 Mercoledì - Più alta dei cieli è la gloria del Signore. Gesù invita alla correzione fraterna, al perdono e alla preghiera comune. S. Giovanna F. de Chantal (mf); S. Lelia; S. Ercolano. Ez 9,1-7; 10,18-22; Sal 112; Mt 18,15-20.


13 Giovedì - Proclameremo le tue opere, Signore. Come Dio è misericordioso con tutti, così chi segue Gesù è chiamato continuamente alla misericordia. Ss. Ponziano e Ippolito (mf); S. Giovanni Berchmans. Ez 12,1-12; Sal 77; Mt 18,21-19,1.


14 Venerdì * S. Massimiliano M. Kolbe, sacerdote e martire. La tua collera, Signore, si è placata e tu mi hai consolato. Scoprire e seguire fedelmente la propria vocazione: il matrimonio è dono da vivere in obbedienza alla volontà di Dio. S. Ursicino. Ez 16,1-15.60.63 opp. 16,59-63; Cant. Is 12,2-6; Mt 19,3-12.


15 Sabato *** ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA. Risplende la regina, Signore, alla tua destra. Maria assunta in cielo ci precede e ci attende: il Magnificat nasce dall'incontro gioioso con Elisabetta. S. Tarcisio. Ap 11,19a; 12,1-6a.10ab; Sal 44; 1Cor 15,20-27a; Lc 1,39-56.    SANTA MESSA ORE 18.30



 

 

SETTIMANA LITURGICA

CALENDARIO MENSILE

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8 agosto: san Domenico, sacerdote

 

Nato attorno al 1171 a Caleruega, un villaggio montano della Vecchia Castiglia, educato fino ai 14 anni da uno zio arciprete, Domenico si trasferì poi a Palencia per studiare le arti liberali e poi la teologia nelle celebri scuole di quella città. Terminati gli studi, entrò tra i Canonici regolari della cattedrale di Osma dove viene consacrato sacerdote. Nel 1204, accompagnando in una missione diplomatica il suo vescovo Diego, attraversò la Francia meridionale in mano agli eretici catari. In questa regione il papa Innocenzo III gli chiederà di rimanere e di prestare la sua opera per ricondurre gli erranti alla vera fede.
Saranno anni di intensa attività: predicazione, dibattiti, colloqui personali, opera di persuasione, preghiera e penitenza; mentre Domenico va elaborando il suo progetto di dare alla predicazione forma stabile e organizzata. A Tolosa, nel 1215, con alcuni amici che si era stretti intorno a lui, realizzerà questo progetto fondando l’Ordine dei Frati Predicatori; nel quale alla povertà evangelica e alla predicazione ambulante si aggiungeva anche lo studio accurato.
Domenico voleva infatti formare delle comunità che fossero centri di studio, fucine di cultura sacra e preparassero con ogni cura i missionari, gli annunciatori del vangelo di Gesù. Per l’approvazione dovette scegliere una regola già esistente, e la scelta cadde sulla Regola di sant’Agostino. Nel 1218 Onorio III darà al nuovo Ordine l’approvazione ufficiale e definitiva. Domenico disseminerà i suoi figli in tutta Europa, inviandoli soprattutto nei centri universitari più importanti del tempo: Parigi e Bologna. E prodigherà tutte le sue energie alla diffusione della sua opera, fino alla morte che lo colse, estenuato dal lavoro apostolico e dalle penitenze, nell’amato convento di Bologna il 5 agosto del 1221.
Gregorio IX, che gli era legato da profonda amicizia, lo canonizzerà nel 1234. San Domenico è rappresentato spesso con una stella in fronte, simbolo della sapienza, con il libro, per il suo amore alla Scrittura, e con un giglio, emblema della purezza ma anche del suo culto alla Vergine. Le sue reliquie si custodiscono nella preziosa arca marmorea scolpita da Nicola Pisano in una cappella della chiesa di S. Domenico, in Bologna. Il popolo bolognese lo riconosce come “ Patrono e Difensore perpetuo della città”.

 

 

10 Agosto: san Lorenzo, diacono e martire

 

Leggendario sembra il racconto del supplizio di Lorenzo sulla graticola, ma il luogo e la data della sua passione sono attestati da una tradizione molto antica. Secondo la Depositio martyrum del calendario Geronimiano, subì il martirio a Roma, sulla via Tiburtina, durante la persecuzione di Valeriano, il 10 agosto del 258, quattro giorni dopo rispetto agli altri membri del collegio dei diaconi romani che furono giustiziati insieme al papa Sisto II. Lorenzo amministrava il denaro della chiesa; per questo fu inizialmente risparmiato, nella speranza di avere da lui informazioni sui beni della comunità. Ma Lorenzo, dopo aver distribuito ai poveri i pochi averi di cui la Chiesa allora disponeva, presentò alle autorità romane una folla numerosissima di poveri, storpi e ciechi dicendo: “Questi sono i tesori della Chiesa”. Si avviava così all’estrema testimonianza del martirio, che sanzionò una vita spesa a servizio dei poveri, in assoluta fedeltà all’Evangelo di Gesù. Sulla sua tomba Costantino fece costruire la basilica che porta il suo nome, la prima delle 34 chiese che Roma dedicò a questo suo amatissimo martire, terzo patrono della città dopo i santi Pietro e Paolo.

 

11 agosto: santa Chiara d’Assisi

 

Chiara nacque ad Assisi nel 1193/94 nella nobile famiglia dei Favarone. Fin da fanciulla avvertì l’appello irresistibile del vangelo di Gesù, e cominciò a donare quanto poteva per alleviare le sofferenze dei poveri. Ma l’incontro con Francesco d’Assisi “le cui parole le sembravano di fiamma e le opere sovrumane” la determinò ad una conversione radicale: nella notte della domenica delle Palme del 1212, dopo aver partecipato alla Messa nella cattedrale e aver ricevuto la palma dalle mani del vescovo, fuggì di casa e scese alla Porziuncola, dove l’attendeva Francesco con i suoi frati.
Qui Chiara, fattasi recidere le chiome e rivestire del rozzo saio dallo stesso Francesco, si consegnò interamente al Signore, iniziando quell’itinerario di sequela che, nella povertà e nell’abbassamento, le consentisse di porre i suoi passi sulle stesse orme del Maestro. Invano lo zio Monaldo, che dopo la morte del padre era suo tutore, tentò di strapparla dalla sua decisione e ricondurla a casa.
Condotta dapprima nel monastero benedettino di Bastia e poi in quello più sicuro di Sant’Angelo in Panzo, su consiglio di Francesco si stabilì a S. Damiano presso la chiesetta che Francesco stesso aveva restaurato, ricevendo da lui “una forma di vita e l’ammonizione a perseverare nella santa povertà ”. Qui l’aveva seguita la sorella Agnese, e ben presto la raggiunse la sorella minore Beatrice e la madre Ortolana, insieme ad altre fanciulle conquistate anch’esse dal suo ideale di vita evangelica. Furono chiamate “le povere dame di S. Damiano”. Chiara e le sue compagne vissero la scelta della povertà radicale, rimanendo fedeli alla “forma vitae” ricevuta nonostante l’opposizione delle autorità della Chiesa e degli stessi frati minori.
Dal papa Gregorio IX Chiara riuscì ad ottenere nel 1228 il privilegium paupertatis, cioè la libertà di non possedere nulla, e tale privilegio inserì nella Regola che scrisse per le sue figlie, approvata dal papa Innocenzo IV, il 9 agosto 1251, solo due giorni prima della sua morte.
Acclamata santa dal popolo, fu canonizzata due anni dopo ad Anagni dal papa Alessandro IV.

14 agosto: san Massimiliano Maria Kolbe, sacerdote e martire

 

Raimondo Kolbe nacque in Polonia il 7 gennaio 1894 da ferventi genitori cristiani. Accolto nel collegio dai francescani conventuali di Leopoli per una formazione intellettuale e cristiana, passò poco dopo nel noviziato della comunità, prendendo il nome di Massimiliano. Inviato a Roma all’università Gregoriana, conseguì la laurea in filosofia e al Collegio Serafico quella in teologia. Il 28 aprile 1918 fu ordinato sacerdote. Innamorato della Vergine, fondò nel 1917 la Milizia dell’Immacolata per la conversione di tutti gli uomini per mezzo di Maria.
Dopo sei anni, ammalatosi di tubercolosi, ritornò in Polonia, a Cracovia, e non potendo insegnare a causa della sua salute malferma, si dedicò all’apostolato mariano, soprattutto con la stampa, impiantando un’officina, che andò sviluppandosi quasi miracolosamente, e attirando attorno a sé un gran numero di giovani desiderosi di condividere la sua vita. In seguito estese il suo apostolato missionario in Europa e in Asia. In Giappone, a Nagasaki, nel 1930 fondò la “Città di Maria”, dove lavorò come missionario per sei anni.
Qui si rifugeranno gli orfani dopo l’esplosione della bomba atomica.Un’altra casa mariana venne eretta anche in India. Ritornato in Polonia per curare la sua malattia, quando scoppiò nel febbraio 1941 la seconda guerra mondiale, fu incarcerato e deportato nel campo di concentramento ad Auschwitz, dove si prodigò nel servizio sacerdotale.
Quando il comandante condannò, per rappresaglia, dieci innocenti al bunker della fame, Massimiliano, in uno slancio di carità, offrì la sua vita di sacerdote in cambio di quella di un padre di famiglia, realizzando così il sogno del martirio, la estrema testimonianza del suo amore per Dio e i fratelli.


Morì il 14 agosto 1941 e fu canonizzato il 17 ottobre 1982 da papa Giovanni Paolo II. E’ una delle figure più significative del XX secolo per la luminosità della parola che ha lasciato sul senso da dare alla vita e alla morte.

15 agosto: ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

L’origine di questa festa è molto antica. In seguito al concilio di Efeso del 431, si celebrava già al 15 agosto una festa di Maria Theotókos. Ma la festa della Dormizione di Maria fu imposta alla fine del VI secolo dall’imperatore Maurizio a tutto l’impero bizantino. In occidente giunse qualche decennio più tardi e solo nell’VIII secolo ricevette il titolo nel sacramentario gregoriano di Assunzione della beata Vergine Maria e fu solennizzata da una processione notturna da S. Adriano al Foro a S. Maria Maggiore.
Racconti apocrifi raccontano la morte di Maria circondata dagli apostoli e anche la sua successiva apparizione ad essi mentre stavano celebrando la Cena del Signore. La tradizione ininterrotta della Chiesa, testimoniata in occidente da Gregorio di Tours (594), è confortata dal fatto che mai nessuna vera reliquia del corpo di Maria è stata onorata nell’antichità. Attorno al Mille sorsero molte chiese, soprattutto monastiche, dedicate alla Vergine glorificata anche nel corpo e oggetto di profonda pietà da parte del popolo cristiano. La tradizione ortodossa orientale la celebra come ‘Dormizione della Vergine’.
La riflessione teologica ha letto l’esito finale della vita di Maria alla luce della vittoria di Cristo sulla morte, indicando in lei la primizia dell’umanità redenta, l’icona del destino di gloria che attende ogni creatura. Nella solennità dell’Assunta si celebra infatti la speranza nella risurrezione finale di ogni carne, profeticamente anticipata nella vicenda terrena della Madre del Signore. Il 1° novembre 1950 la Chiesa cattolica, per bocca del papa Pio XII, autenticava il sensus fidelium con la definizione dogmatica dell’assunzione in corpo e anima di Maria in cielo.
Nell’enciclica Munificentissimus Deus leggiamo testualmente che: “non c’è stata alcuna corruzione nel corpo estinto della Vergine Maria” e che “il trionfo riportato dalla sua morte e la sua celeste glorificazione sono la suprema corona dei suoi privilegi, sull’esempio del suo Figlio”.

Confraternita

di Santa Rita

La storia e lo statuto della confraternita

16 Novembre 2014

Ricordo di Mons. Luigi Molinari

“Un uomo mite con una grande dedizione nel servizio della Chiesa”

30 Settembre 2015

Benedizione della grande statua di Santa Rita

collocata al bivio tra Cascia e Roccaporena

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