La "Santa dei casi impossibili"
DAL 5 FEBBRAIO AL 14 MAGGIO 2026
Notizie storiche della chiesa di Santa Rita
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AVVISO ORARIO ESTIVO


Orari Sante Messe Estate 2026

DAL 1 LUGLIO AL 31 AGOSTO (compresi)

prefestiva del sabato   18.30

santa messa festiva      11.30

santa messa feriale      08.00

 


Orari apertura della chiesa mese di luglio 

festivi  10.30 - 12.30

dal lunedì al giovedì  07.00 - 17.00

venerdì 07.00 - 12.00

sabato 17.30 - 19.30

 



 

Domenica 12 luglio 2026 – XV Domenica del Tempo Ordinario

LA POTENZA SILENZIOSA DELLA PAROLA

 

Io e un po' di briciole di Vangelo: (Mc 4,1-20) Il seminatore uscì a  seminare.

 

Il Vangelo di questa domenica ci presenta Gesù che racconta la parabola del seminatore. Il seme è la Parola di Dio, donata con generosità a ogni cuore. Sta a noi accoglierla con disponibilità, custodirla con perseveranza e lasciarla crescere, perché porti frutti di fede, di speranza e di carità. Ogni giorno il Signore continua a seminare il suo amore nella nostra vita, invitandoci a diventare terra buona.

 

Domenica 12 luglio 2026 – XV Domenica del Tempo Ordinario

SETTIMANA LITURGICA

CALENDARIO MENSILE

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11 luglio: San Benedetto, abate e patrono d'Europa

 

Padre del monachesimo d’Occidente, dichiarato patrono d’Europa nel 1964 con la Lettera apostolica “Pacis nuntius” di Paolo VI, Benedetto nacque a Norcia attorno al 480. Inviato a Roma per gli studi letterari, se ne allontanò ben presto, “desideroso di piacere solo a Dio”.
Visse ad Affile questo primo distacco in forma semianacoretica, ma anche da qui fuggì dopo un miracolo (il vaglio rotto dalla nutrice e da lui ricomposto) che rendendolo celebre, gli impediva di restare nell’amata solitudine. Si diresse verso i monti di Subiaco, dove fece esperienza di eremitismo, abitando in una grotta. Visse poi per un certo tempo la forma cenobitica, che si rivelò fallimentare nella riforma del monastero di Vicovaro.
Ripresa la via della solitudine, fu raggiunto ben presto da alcuni giovani desiderosi di condividerne la vita. Fondò così ben tredici monasteri, con a capo di ognuno un abate. Ma ancora una volta l’invidia per la sua vita esemplare lo costrinse ad abbandonare quei luoghi e lo spinse fino a Cassino, dove sul monte, un tempo luogo di culto profano, edificò un monastero.
Qui mentre la vita cenobitica si consolidava anche alla prova del tempo, Benedetto scrisse la Regula monasteriorum, “segnalata per discrezione e limpida per dettato”, come ebbe a dire Gregorio Magno nel II libro dei Dialoghi, c. 36. Proprio in questo secondo libro, tutto dedicato alla narrazione della vita di Benedetto, Gregorio racconta i prodigi e i miracoli compiuti dal santo, presentandolo come un modello vivente, una parola di Vangelo.
Secondo un’antica tradizione, Benedetto morì il 21 marzo 547, festeggiato fino alla recente riforma liturgica come il giorno del transitus.
La festa odierna cade del giorno della traslazione delle sue reliquie in Francia. Codice spirituale per tutti i cristiani, oltre che per i monaci, la Regola è una piccola summa dell’Evangelo.
“Ascolta, figlio mio, i precetti del maestro, piega l’orecchio del tuo cuore, accogli con docilità e metti concretamente in pratica gli ammonimenti che ti vengono da un padre pieno di comprensione; cosicché tu possa per laboriosa obbedienza tornare a Colui dal quale ti eri allontanato per l’inerzia della disobbedienza… Lasciamoci cogliere da stupore di fronte alla Parola divina che ogni giorno grida a noi esortatrice: Oggi, se udite la sua voce, non indurite il vostro cuore… Ecco, nella sua misericordia il Signore apre dinanzi a noi la via della vita… ” (Regola, Prologo, vv. 1-3; 9-10; 20).

 

14 luglio: san Camillo de’ Lellis, sacerdote

 

Fondatore della Compagnia dei Servi degli Infermi (Camilliani). Nasce nel 1550 a Bucchianico nei pressi di Chieti da una nobile famiglia.
Seguendo la tradizione paterna, si arruola giovane nell’esercito di Venezia e poi della Spagna, partecipando anche alla campagna contro i Turchi. Sono gli anni della sua vita dissoluta. Ma l’incontro con un padre cappuccino nel 1575 determinò una svolta radicale nella sua vita. Convertito all’Evangelo di Gesù, fu poi decisivo l’incontro con la sofferenza umana: ricoverato nell’ospedale di S. Giacomo, a Roma, per curare una piaga al piede, rimane sconvolto dal modo nel quale gli infermieri trattavano gli ammalati e maturò l’idea di consacrare tutta la propria vita alla creazione di una compagnia di uomini i quali servissero gli ammalati non per denaro, ma mossi soltanto dall’amore di Dio.
Egli serviva con dedizione assoluta ogni povero malato vedendo in lui l’immagine di Cristo sofferente. Diceva ai malati: “Non chiedetemi, per favore; comandatemi, perché voi siete i miei padroni ”. Trasferitosi nel grande ospedale romano di Santo Spirito, incominciò quell’esperienza nuova che ha dato vita al suo ordine, l’approvazione del quale avvenne rapidamente, ad opera di Sisto V, nel 1586. Solo nel 1593 Camillo accettò di farsi ordinare prete. Nel 1607, a motivo di dissensi interni alla congregazione, rinunciò alla carica di generale, e riprese il suo servizio agli infermi, al quale si dedicò con amore fino all’ultimo giorno della sua vita.
Morì il 14 luglio 1614, fu canonizzato nel 1746 e proclamato nel 1886 patrono degli infermi e del personale ospedaliero.

 

16 luglio: B.V. Maria del Monte Carmelo

 

La memoria della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo è una delle feste mariane che ha una diffusione veramente universale. Nel calendario romano è entrata nel 1726 come acquisizione di una festa già celebrata da secoli nell’Ordine carmelitano, legata alle sue stesse origini. Ufficialmente la commemorazione fu stabilita verso il 1380, in ricordo dell’approvazione della regola dell’ordine da parte di Onorio III, dettata per i carmelitani dal patriarca Alberto di Gerusalemme a un eremita calabrese e ai suoi compagni che avevano eretto, sui ruderi di una cappella anteriore, una chiesetta alla Vergine sul Monte Carmelo (XI sec.).

Il giorno della festa – secondo una tradizione carmelitana tardiva – corrisponde a quello di un’apparizione della Vergine a san Simone Stock (1251), prima eremita e poi Superiore generale dell’Ordine, che nel sec. XIII dette un grande impulso all’Ordine promuovendone, insieme all’orientamento contemplativo, anche quello attivo.

 

Confraternita

di Santa Rita

La storia e lo statuto della confraternita

16 Novembre 2014

Ricordo di Mons. Luigi Molinari

“Un uomo mite con una grande dedizione nel servizio della Chiesa”

30 Settembre 2015

Benedizione della grande statua di Santa Rita

collocata al bivio tra Cascia e Roccaporena

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