SETTIMANA 24-31 marzo

 

Dio è paziente. Gli avvenimenti personali e pubblici possono diventare occasione per una riflessione, per cambiare i nostri pensieri, i nostri desideri e le nostre scelte operative. A ognuno Dio dà la sua opportunità.

CONVERTITEVI: «IL REGNO DEI CIELI È VICINO»

Commento - Disegno: Stefano Pachì

RIMANIAMO meravigliati leggendo il racconto della chiamata e della missione di Mosè (I Lettura). Nel suo peregrinare di pastore, Mosè arriva al monte di Dio, l’Oreb (“il tenebroso”). Attraverso la fiamma del roveto Dio si manifesta a Mosè. A lui rivela il suo nome: Jahvè, che significa: «Io sono colui che sono». Dio non è un idolo, ma si rivela come Dio vivo, sempre vicino e presente in mezzo al suo popolo. Dio invia Mosè a liberare gli Israeliti dalle sofferenze della schiavitù egiziana. È una missione che supera le forze umane. Paolo (II Lettura) rievoca il cammino degli Ebrei nel deserto, quando il popolo ricevette tutti i doni necessari alla vita, l’acqua e la manna. Questi, come figure del Battesimo e dell’Eucaristia, indicavano già un rapporto con Gesù Cristo. Il Vangelo ci aiuta a comprendere il significato di incidenti tragici e morti violente. La parabola del fico senza frutti ci invita ad abbandonare la convinzione che alla colpa segua il castigo e non sia possibile il perdono. Chi sbaglia può rinnovarsi e cambiare. Dio è paziente, ma il tempo di cui disponiamo per convertirci è breve. Approfittiamo del «momento favorevole» della Quaresima!

Stazione a San Lorenzo fuori le mura - ore 18,30

 

III SETTIMANA DI QUARESIMA

25 L Annunciazione del Signore, Solennità (bianco). Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà. Con il “sì” della “sposa di Giuseppe” Maria il divino si unisce all’umano, il Figlio dell’Altissimo si identifica con il figlio di Davide, che Maria concepisce per opera dello Spirito Santo e chiamerà Gesù. È il grande mistero dell’incarnazione. Is 7,10-14; 8,10c; Sal 39,7-11; Eb 10,4-10; Lc 1,26-38.

Stazione a San Marco al Campidoglio - ore 19,00

26 M Ricordati, Signore della tua misericordia. La parabola del servo, debitore “insolvibile e spietato”, ci mette di fronte a due verità: il nostro debito verso Dio è enorme ed assolutamente insolvibile; la sua remissione dipende dal nostro atteggiamento verso il prossimo. Dn 3,25.34-43; Sal 24,4-9: Mt 18,21-35.

Stazione a Santa Pudenziana al Viminale - ore 17,00

27 M Celebra il Signore, Gerusalemme. Gesù afferma l’unità dei due Testamenti, confermando la validità dell’Antico Testamento. L’esigenza di una giustizia “più perfetta” deriva dal nuovo rapporto con Dio: non più la giustizia dei “servi”, ma la giustizia dei “figli”. Dt 4,1,5-9; Sal 147,12-13.15-16.19-20; Mt 5,17-19.

Stazione ai Ss. Nereo e Achilleo - ore 17,00

28 G Ascoltate oggi la voce del Signore: non indurite il vostro cuore. Gesù è venuto a liberare l’uomo dal potere di Satana. Questo è il significato degli esorcismi. La vittoria di Gesù è sicura, perché egli è “il più forte”. La presenza del regno di Dio esige da parte dell’uomo una decisione. Ger 7,23-28; Sal 94,1-2.6-9; Lc 11,14-23.

Stazione ai Ss. Cosma e Damiano in via Sacra - ore 18,00

29 V Io sono il Signore, tuo Dio: ascolta la mia voce. Il comandamento di Dio, «Amerai il Signore tuo Dio», che assorbe “tutte” le potenzialità umane, rimane essenzialmente “unico”; è l’amore del “prossimo”, tuttavia, che ne rende visibile la fonte e l’efficacia. Os 14,2-10; Sal 80,6c-11.14.17; Mc 12,28b-34.

Stazione a San Lorenzo in Lucina-  ore 18,00

30 S Voglio l’amore e non il sacrificio. Dobbiamo salire al tempio, ossia metterci alla presenza di Dio, per “pregarlo” e non per vantarci dei nostri meriti. Il pubblicano e il peccatore non sono tanto due “categorie” distinte, quanto piuttosto due “atteggiamenti” che si alternano dentro di noi. Os 6,1-6; Sal 50,1-2.18-21; Lc 18,9-14.

Stazione a San Camillo de Lellis - ore 18,00