Settimana 19-25 agosto 2018

 

 


Ogni domenica ci accostiamo alla duplice mensa della Parola e dell’Eucaristia. Al centro è sempre il Signore Gesù, che ci nutre con il suo Vangelo e con il dono del suo Corpo e del suo Sangue. È così che tutti noi entriamo in comunione con lui e a lui ci configuriamo.

«CHI MANGIA QUESTO PANE VIVRÀ IN ETERNO»

Commento - Disegno: Stefano Pachì

OGGI la liturgia ci invita a compiere un grande atto di fede per accogliere la Parola di Gesù che ci rivela la straordinaria realtà del Figlio di Dio che, per restare sempre con gli uomini e donare loro la vita eterna, sceglie di identificarsi con un cibo semplice, quotidiano, ordinario. Sceglie di farsi “pane” che diviene perenne “rendimento di grazie” o “Eucaristia”. Egli identifica questo pane con la sua stessa persona nella quale sono associate la natura umana e quella divina, asserendo: «Io sono il pane» (Vangelo). I testi liturgici di questa domenica possono leggersi in questa chiave. L’Eucaristia “è” Gesù, certamente un uomo ma “disceso dal cielo”. L’Eucaristia “è” Gesù, la sapienza di Dio che ci invita a un banchetto per acquisire intelligenza e conoscenza piena (I Lettura). L’Eucaristia “è” Gesù, il Figlio del Padre, che ci vuol fare partecipi della sua vita divina. L’Eucaristia, infine,“è” Gesù il Signore glorioso, cui la comunità cristiana intona salmi, inni e cantici spirituali (II Lettura). Gesù annulla davvero ogni distanza tra l’uomo e Dio, il quale è ormai talmente a lui prossimo da poter essere “mangiato”.

XX SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO

20 L S. Bernardo, abate e dottore della Chiesa. Memoria (bianco). Hai dimenticato Dio che ti ha generato. La perfezione cristiana, oltre all’osservanza dei comandamenti divini, esige il distacco dai beni terreni, dalle creature e dalle cariche onorifiche. Ez 24,15-24; Cant. Dt 32,18-21; Mt 19,16-22.

21 M S. Pio X, papa. Memoria (bianco). Il Signore farà giustizia al suo popolo. Per entrare nel regno dei cieli bisogna avere un distacco affettivo dalle ricchezze; ma per seguire in modo perfetto il Signore bisogna averne anche un distacco effettivo. Ez 28,1-10; Cant. Dt 32,26-28.30.35b-36a; Mt 19,23-30.

22 M B. V. Maria Regina. Memoria (bianco). Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla. Ogni cristiano è chiamato a lavorare nella vigna del Signore; la ricompensa dipende dall’impegno nel lavoro e anche dalla bontà verso gli altri. Ez 34,1-11; Sal 22; Mt 20,1-16. Oppure: Is 9.1-6; Sal 112,1-8; Lc 1,26-38.

23 G Vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati. Per partecipare al banchetto celeste bisogna liberarsi dalle schiavitù mondane e crescere nella grazia divina.  Ez 36,23-28; Sal 50,12-15.18-19; Mt 22,1-14.

24 V  S. Bartolomeo, apostolo. Festa (rosso). I tuoi santi, Signore, dicono la gloria del tuo regno. Gesù loda la sincerità, ma dai suoi seguaci vuole una fede incondizionata nel suo amore e una solida fiducia in lui. Ap 21,9b-14; Sal 144,10-13ab.17-18; Gv 1,45-51.

25 S La gloria del Signore abiti la nostra terra. Per seguire Gesù bisogna essere umili, ossia non ambire i posti d’onore né i titoli onorifici, ma servire gli altri, per amore suo. Ez 43,1-7a; Sal 84,9-14; Mt 23,1-12.