La Confraternita di S. Rita

Nel 1627, quando con grande solennità Urbano VIII, in S. Agostino, annoverò tra i Beati Rita da Cascia, i casciani residenti in Roma, che già fino dalla sua morte la tenevano in grande venerazione, ne accrebbero il culto con varie manifestazioni di devozione. Qualche anno dopo, Mons. Cruciani di Cascia, Maestro di casa di Alessandro VII, ebbe l’idea, con altri conterranei, di fondare una Confraternita per onorare la Beata. Il Papa il 4 gennaio 1655, assegnò come sede alla erigenda Confraternita le chiesa dei SS.Biagio e Nicolò a Campitelli, passando l’ufficio parrocchiale alla vicina basilica di S. Marco.

L’erezione canonica, con Breve dello stesso Alessandro VII del 22 giugno 1658, dette alla Confraternita il titolo della S. Spina di Nostro Signore Gesù Cristo, al quale solo più tardi fu aggiunto quello di S. Rita da Cascia.

Come “Confraternita Nazionale” il sodalizio ammetteva, in origine, solamente i cittadini e gli oriundi di Cascia, ma per allargare la cerchia dei devoti Clemente XII, con la Bolla del 9 aprile 1733, istituì a fianco della Confraternita un’Opera Pia alla quale chiunque lo desiderava poteva appartenere, venendo considerato a tutti gli effetti come un confratello.
Col passare del tempo il sodalizio perse il suo fervore iniziale e, per le vicende politiche ed economiche successive al 1870, stette per estinguersi. Sotto Leone XIII, per opera del Primicerio Mons. Gennari ebbe una rinascita durante la celebrazione del processo di canonizzazione della Beata Rita.
Quando nel giorno di Pentecoste del 1900, contemporaneamente a Giovanni Battista de La Salle, La Beata Rita fu santificata, si compì uno dei maggiori voti della Confraternita, quello per cui essa aveva più intensamente pregato. I Confratelli tutti presero solennemente parte alla cerimonia in S. Pietro.
I primi statuti della Confraternita, del tempo della sua istituzione, furono rinnovati il 5 maggio 1905, successivamente vi fu un aggiornamento, approvato dal Card. Marchetti Selvaggiani, Vicario di Roma, in data 1 febbraio 1940. Attualmente è in vigore lo statuto riveduto e approvato il 25 maggio 1987  dal Cardinale Vicario Ugo Poletti.

I Confratelli, seguendo la tradizione antica, continuano a riunirsi attorno alla loro Protettrice, vestiti del sacco bianco con mozzetta e cintura neri, gli stessi colori dell’abito di S. Rita.

Quando la chiesa dei SS. Biagio e Nicolò a Campitelli venne abbattuta all’inizio del XX secolo per erigere l’Altare della Patria, all’Arciconfraternita venne assegnata l’attuale chiesa di S. Rita, già dedicata a S. Maria Assunta, già Cappella del Monastero delle Agostiniane che si prendevano cura delle educande e quindi designata come chiesa di S. Rita alle Vergini, appunto in via delle Vergini angolo via dell’Umiltà.

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